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------------- Le versioni derivate della Fiat 130 ------------

Furono sviluppate inoltre alcune versioni "derivate" della Fiat 130, ossia modelli che derivavano direttamente dai modelli base, berlina o coupè che fossero, ma che ovviamente differivano in misura maggiore o minore dagli stessi, sia meccanicamente, sia stilisticamente.

Tuttavia successivamente la stessa casa madre non spinse, ne si attivò per dare l' avvio ad una almeno minima produzione in serie dei prototipi dei quali aveva favorito lo studio e la successiva costruzione, che a causa di ciò rimasero sostanzialmente degli esemplari unici, e che solitamente si potevano catalogare come delle evoluzioni stilistiche della coupé disegnata in precedenza dal Centro Stile della Carrozzeria Pininfarina.

Fra di esse si possono menzionare a pieno diritto la Fiat 130 Opera, studiata  e prodotta come esemplare unico nel corso dell' anno 1974, e la Fiat 130 Maremma, studiata e prodotta nel corso dell' anno successivo, il 1975.

La Fiat 130 Opera era sostanzialmente il prototipo di una berlina a 4 porte, meccanicamente e stilisticamente derivata dalla Fiat 130 coupè, la cui linea esteriore appariva sicuramente molto più moderna e innovativa di quanto fosse apparsa a suo tempo quella della Fiat 130 berlina, e che all' epoca fu giudicata molto positivamente dal pubblico automobilistico.

La Fiat 130 Opera invece era sostanzialmente il prototipo di una particolare station wagon, dotata di due sole porte, e di un ampio portellone posteriore, caratterizzata dall' impostazione definita "Shooting Brake", e contraddistinta da alcune peculiari soluzioni funzionali e stilistiche, che come la Fiat 130 Opera riscosse discreti apprezzamenti di pubblico e di critica.

La produzione della Fiat 130 berlina cessò nel corso dell'anno 1976, totalizzando un  saldo di soli 15.093 esemplari prodotti nell' arco di circa sette anni (di cui circa sei migliaia equipaggiati con il motore "2800" e nove migliaia equipaggiate con il motore "3200"), molti dei quali furono acquistati dallo Stato, fatti allestire come auto blindate, e utilizzate successivamente come "auto blu", poichè risultava molto difficoltosa la loro collocazione sul mercato automobilistico normale.

La Fiat 130 coupé, invece, rimase in produzione fino all'autunno dell'anno 1977, totalizzando 4.491 unità prodotte.
Purtroppo il sostanziale fallimento commerciale del modello ebbe come conseguenza primaria il totale abbandono da parte del marchio Fiat del segmento attinente alle auto di prestigio.

Successivamente, la casa automobilistica, avendo di fatto acquistato il marchio Ferrari, nel corso dell'anno 1969, concentrò l'utilizzo delle sue risorse e delle sue esperienze indirizzando le proprie attenzioni verso gli stabilimenti di Maranello, riprendendo in tale modo i contatti con il segmento attinente alle auto di nicchia.

Si dovrà comunque attendere la metà degli anni 80, per poter assistere all' immissione sul mercato automobilistico nostrano di un modello di successo appartenente al segmento delle berline di prestigio prodottoa da una casa automobilistica italiana.

Tale modello, l' indimenticabile e fortunatissima Lancia Thema, verrà prodotto da quello che nel frattempo era diventato il "gruppo Fiat - Lancia", e rappresenterà uno dei più grossi successi commerciali della nostra industria automobilistica postbellica. Questa però è un' altra storia...

 

La Fiat 130 coupè di Agnelli

Si tratta di un particolare esemplare appartenente alle preserie costruite, e porta il numero di telaio 71.

Tale esemplare è stato dipinto in una particolarissima tonalità, definita "ciliegia metallizzato", e si tratta di un colore particolare voluto personalmente dall’Avvocato Giovanni Agnelli, allo scopo di personalizzare in modo unico questo esemplare di preserie della Fiat 130 coupè.

Come tutti gli esemplari appartenenti alle pre-serie era caratterizzato da piccole, ma evidenti differenze rispetto a quelli che furono poi le 130 coupé costruite appartenenti alle serie definitive.

Esteriormente la particolare verniciatura extra-serie era l’elemento di maggior particolarità e maggior fascino rispetto agli esemplari di normale produzione.

La targa, originale, era una di quelle consequenziali note in tutti gli articoli pubblicati sulle riviste di settore dell’epoca (Quattroruote, Motor Italia, AutoVisie, L’Automobile), ovvero TO F22438.

La targhetta posteriore, recante la scritta  “Fiat 130”, è quella a caratteri dilatati tipica degli esemplari appartenenti alle Fiat 130 pre-serie (presente, infatti, anche sulla n° 8 e 68).

Gli stemmi “Pininfarina” laterali sono unicamente quelli orizzontali, mentre non sono presenti le scritte lineari sottostanti.

Tra l' altro la consolle centrale, posta davanti alla leva del cambio, e i comandi degli alzavetri elettrici differiscono lievemente da quelli montati successivamente sulle posteriori Fiat 130 coupè di serie, mentre il cambio montato era uno ZF.

 

La Fiat 130 familiare di Agnelli   

Questa versione speciale venne studiata dal Centro Stile Fiat, appositamente per Giovanni ed Umberto Agnelli, nell'intento di realizzare un'esclusivo modello di mezzo di trasporto personale, e si trattava sostanzialmente di una Station Wagon di netta ispirazione americaneggiante, stilisticamente basata sulla carrozzeria della 130 berlina 3200, di cui inoltre manteneva pressochè inalterata la meccanica.

Alcuni esemplari di quella che venne successivamente definita "La Fiat 130 Agnelli" vennero  costruiti dalla Ditta Introzzi di Lipomo, che aveva sede a Como, ed erano caratterizzati dal fatto di possedere alcune particolarità, quali un grande cesto in vimini fissato sul portapacchi, e dall'apposizione di pannelli in legno, (soluzione mutuata dagli analoghi modelli americani prodotti all'epoca) posti sulle fiancate e sul portellone posteriore. Tale vettura venne utilizzata da Gianni e Umberto Agnelli durante lo svolgimento delle loro vacanze estive.

 

La Fiat 130 limousine carrozzata Fissore

Degna di nota e stilisticamente molto particolare la versione limousine della Fiat 130 berlina, prodotta dalla carrozzeria Fissore, alla quale fu commissionata dallo Stato del Vaticano, e che venne ricavata allungando l'abitacolo, inserendo un troncone di carrozzeria centrale, situato tra la porta anteriore e quella posteriore, sul quale spiccava la presenza del classico terrzo finestrino, nonchè rialzando posteriormente il tettuccio dello  stesso, originando così la presenza di una vistosa gobba, che caratterizzava esteticamente l' insolita autovettura, che venne successivamente utilizzata da Papa Paolo VI.

 

La Fiat 130  "Camper"

Tra tutte le numerose, e talvolta bizzarre varianti realizzate sulla base dello sfortunato modello va anche menzionata una singolare versione "Caravan", realizzata ovviamente con una metodologia prettamente artigianale, che comunque non diede luogo ad alcun consistente seguito produttivo, e di cui esiste ancora un' esemplare, per altro pessimamente conservato, e ritrovato recentemente...

Cliccate sulla freccia per visualizzare il relativo filmato...

Filmato relativo alla rarissima Fiat 139 berlina "Camper"

La Fiat 130 Pick-Up

Si tratta verosimilmente di un esemplare unico, di colore rosso, con ogni probabilità realizzato artigianalmente sulla base di un esemplare di normale produzione di Fiat 130 berlina da qualche fantasioso carrozziere, che probabilmente si è ispirato per la costruzione di questa sua interpretazione della sfortunata ammiraglia Fiat alle analoghe versioni prodotte però in serie nel corso degli anni 60 e70 negli Stati Uniti di vetture di normale produzione, com per esempio la Chevrolet El Camino, che altro non era se non una versione pick-up della Chevrolet Chevelle.

Una rarissima immagine della Fiat 130 Pick-up

La Fiat 130 nelle competizioni

Il motore che equipaggiava la Fiat 130 seconda serie 3200 venne elaborato ed utilizzato dalla ditta Abarth per equipaggiare il prototipo denominato Abarth SE030, che risultò il vincitore del Giro automobilistico d'Italia dell'anno 1974, e che prefigurava nelle forme e nell'impostazione la configurazione del modello denominato Lancia Beta Montecarlo.

Successivamente tale propulsore fu anche utilizzato per equipaggiare il prototipo denominato Abarth 031, che si aggiudicò il Giro automobilistico d'Italia dell'anno 1975, e prefigurava nelle forme e nell'impostazione la Fiat 131 Abarth Rally.

 

La Fiat 130 nei media

Curiosamente, la Fiat 130 fece la sua comparsa, a partire dall'anno 2000, e fino all'anno 2002, nel corso della lavorazione del  reality show MTV Trip, condotto da Luca e Paolo, prodotto e trasmesso dalla rete televisiva MTV Italia.

I due conduttori compirono un lungo tour, attraversando alcuni stati europei a bordo di una Fiat 130 targata Bologna, allestita come carro funebre, chiacchierando,  producendosi in comiche parodie, ed effettuando divertenti riprese dei paesi che attraversavano.

Per rigore di cronaca va comunque ribadito il fatto che, a dispetto della sua limitata diffusione, la Fiat 130, sia nella versione berlina, sia nella versione coupè, è stata utilizzata piuttosto di frequente durante la lavorazione di svariati film, comparendo quindi di conseguenza in molte pellicole, la maggior parte delle quali ovviamente realizzate nel corso degli ormai lontani anni settanta.

Tra di esse si possono senza dubbio ricordare quella intitolata "La Polizia ringrazia"  prodotta nel corso dell' 'anno 1973, e quella sempre prodotta nello stesso anno, intitolata "Piedone lo sbirro", dove la sfortunata berlinona compare in versione coupé, guidata da un autista d'eccezione come Carlo Pedersoli, al secolo l' attore Bud Spencer.

Un esemplare di Fiat 130 compare poi anche in qualche scena della pellicola intitolata "Piedone a Hong Kong", realizzato nell'anno 1975, e in qualche scena delle pellicole intitolate rispettivamente "Febbre da cavallo", prodotta nell'anno 1976 , "La donna della domenica", realizzata nell'anno 1975, e "Assassinio sul Tevere", realizzato nell'anno 1979.

Infine a sfortunata autovettura fu inoltre la protagonista del noto film di Lina Wertmuller intitolato "Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada".

Degno di nota il fatto che il 17 aprile dell'anno 1979 la Fiat 130 Coupé di proprietà di Gigi Radice e guidata dallo stesso, venne coinvolta in un grave incidente sull'Autostrada dei Fiori nei pressi di Andora, e in quello sfortunato frangente perse la vita l'ex calciatore Paolo Barison.

 

La Fiat 130 nei servizi di Stato

La Fiat 130 è stata frequentemente utilizzata come auto di rappresentanza (le cosiddette auto blù) dalle istituzioni politiche nel corso degli anni settanta. Fu anche l'auto su cui viaggiava il presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro il giorno del suo rapimento.

Nelle fotografie scattate in via Fani il giorno dell'omonima strage, è in effetti ravvisabile la presenza della  Fiat 130 blu sulla quale viaggiava Aldo Moro vicino all'Alfa Romeo Alfetta bianca, quest' ultima utilizzata dalla sua scorta.

Una Fiat 130 2800 prima serie fu poi utilizzata come auto personale dal presidente argentino Juan Peron, e subì anche la violenza dei suoi contestatori, che durante una manifestazione di protesta contro il presidente la danneggiarono gravemente.

 

I Carri funebri allestiti sulla base del modello

Anche a causa delle sue dimensioni imponenti ed alla sua linea tradizionale e "borghese", la Fiat 130 berlina ,come del resto le sue omologhe straniere, ben si prestava alla trasformazione in carro funebre, sicché uno svariato numero di carrozzieri di impronta prettamente artigianale si cimentarono nell'opera, mettendo in cantiere la produzione di una diversificata serie di Fiat 130 berlina allestite come carro funebre, e fino a qualche anno addietro non era difficile assistere a cortei funebri nei quali veniva impiegato qualche esemplare della versione derivata in questione.

Si ha poi anche notizia di qualche esemplare di carro funebre allestito usando come base di partenza non la Fiat 130 berlina, bensì la Fiat 130 coupè, tuttavia risulta che il numero di esemplari realizzati sia stato limitatissimo.

 

L' impiego come auto da cerimonia

Sempre a causa delle sue abbondanti dimensioni esterne e della sua linea esteriore, che, benché sicuramente non rappresentasse all' epoca del suo esordio sul mercato automobilistico, e tantomeno successivamente, l' ultimo grido in fatto di soluzioni estetiche moderne o avveniristiche, ma che comunque la rendevano un' autovettura pur sempre dotata di una certa dose di imponenza, signorilità ed eleganza, la sfortunata berlinona prodotta dalla casa automobilistica torinese, specie se dipinta nella classica livrea di colore blù, trovò ai tempi, e trova tutt' oggi, un certo impiego in qualità di "auto da cerimonia", e non è raro vederla utilizzata durante lo svolgimento di qualche matrimonio, ovviamente adoperata per trasportare i futuri sposi.

 

Le auto blindate allestite sulla base del modello

Meritano in questa sede particolare menzione le auto blindate allestite in particolar modo dalla carrozzeria Boneschi, sulle quali vennero effettuate una lunga serie di modifiche, allo scopo di adattarle al loro nuovo impiego.

Esse erano poi motorizzate da un propulsore  caratterizzato dall'architettura V8 anzichè V6, contraddistinto da una cilindrata di 4000cc, e molto più potente del propulsore normale. Esse erano munite di spesse blindature che contribuivano ad incrementarne notevolmente il peso, che in ordine di marcia sfiorava le due tonnellate.

La loro dotazione era poi completata dalla presenza di spessi e pesantissimi cristalli stratificati, le gomme che le equipaggiavano erano definite le "gomme piene", ed erano prodotte dalla Pirelli.

Si ha notizia sicura del fatto che un esemplare di tali autovetture sia stato acquistato e successivamente utilizzato dal dittatore rumeno Nicolae Ceauşescu, ovviamente nel corso degli anni settanta.

Degno comunque di nota il fatto che una vettura coma la Fiat 130, che sicuramente non rappresentò all' epoca il tipico esempio di un successo commerciale, anzi semmai tutto il contrario, sia stata fatta oggetto di un tale elevato numero di elaborazioni.

Una suggestiva immagine della Fiat 130 coupè

Una fiat 130 berlina affiancata ad un Lockheed F-104 Starfighter

Un' immagine di un bel diorama avente per soggetto la Fiat 130 coupè